L’undicesima nave ibrida della classe Grimaldi Green 5th Generation (GG5G) Eco Adriatica è stata consegnata al gruppo Grimaldi.“Grazie al loro design unico – spiega in una nota il gruppo Grimaldi – le navi GG5G non sono solo le più grandi unità ro-ro al mondo per il trasporto marittimo di corto raggio, ma anche le più ecofriendly”.

L’ultima arrivata, Eco Adriatica battente bandiera italiana, per 238 metri di lunghezza e 34 metri di larghezza, ha una stazza lorda di 67.311 tonnellate ed una velocità di crociera di 20,8 nodi e sette ponti, di cui due mobili.Con una capacità di carico di 7.800 metri lineari di merci rotabili, pari a 500 trailer e 180 automobili. Il doppio della capacità rispetto alla precedente classe di traghetti utilizzate dalla compagnia per il trasporto di merci e mezzi per il traffico a corto raggio.

“L’aumento di capacità non incide però sui consumi di carburante, grazie all’adozione di numerose soluzioni tecnologiche altamente innovative che ottimizzano i consumi e le prestazioni della nave: a parità di velocità, infatti, la Eco Adriatica consuma la stessa quantità di carburante rispetto alle navi ro-ro della precedente generazione, ed è dunque in grado di dimezzare le emissioni di CO2 per unità trasportata.

La nave utilizza motori di ultima generazione controllati elettronicamente e ad un impianto di depurazione dei gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni di zolfo e particolato. Durante la sosta in porto, la nave azzera le emissioni utilizzando l’energia elettrica immagazzinata da mega batterie al litio dalla potenza totale di 5 MWh queste ultime ricaricano durante la navigazione grazie agli shaft generator e a 350 mq di pannelli solari”.

“Non è sufficiente parlare di transizione ecologica: occorre attuare il cambiamento, e il nostro Gruppo lo sta facendo rendendo la sua flotta sempre più moderna, efficiente e sostenibile” ha spiegato Emanuele Grimaldi, amministratore delegato della compagnia: “Con navi come la Eco Adriatica e le sue unità gemelle della classe GG5G, contribuiamo concretamente a ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo in Europa”.

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