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Ferry e traghetti ecosostenibili: come riconoscere le navi più green e risparmiare

Giovanni Seranidi Giovanni Serani· 19/08/2026 07:10
Ferry e traghetti ecosostenibili: come riconoscere le navi più green e risparmiare

Scegli navi con carburanti più puliti (LNG, metanolo, HVO) o ibride a batterie. Preferisci rotte con alimentazione elettrica da terra in porto (OPS). Cerca rating CII A–B e certificazioni ambientali: spesso costano uguale, inquinano meno.

Come riconoscere una nave davvero green

Carburanti e propulsione. Le unità “dual fuel” a LNG riducono ossidi di azoto e particolato; il metanolo taglia le emissioni locali e può diventare quasi neutro se è e-methanol o bio; l’HVO (diesel rinnovabile) limita la CO2 di filiera. Le ibride con batterie MWh azzerano i fumi in manovra e in porto.

Connessione alla banchina. La dicitura OPS-ready o “cold ironing” indica che la nave, in porto, spegne i motori e si alimenta dalla rete. È un segnale concreto: meno rumore, vibrazioni e NOx in città.

Post-trattamento. Un filtro SCR abbatte i NOx; uno scrubber chiuso riduce gli SOx senza scarichi in mare. Diffida di chi si dice “green” solo per via di scrubber open-loop.

Efficienza operativa. Slow steaming, eliche a passo variabile, vernici siliconiche e carene pulite fanno la differenza. Se la compagnia pubblica questi interventi, è un buon indizio.

Etichette e rating. Preferisci navi con CII in classe A o B e con certificazioni come RINA Green Plus, DNV Clean Design, ISO 14001/50001. Verifica anche l’adeguamento EEXI: non è un bollino “eco”, ma chi lo comunica con trasparenza di solito è avanti.

Il quadro normativo arriva dalla Convenzione MARPOL e dalle nuove regole europee del pacchetto FuelEU Maritime. Quando una nave è costruita o refittata pensando a questi standard, lo si vede nei numeri, non negli slogan.

Dove leggere i dati prima di prenotare

Scheda nave sul sito della compagnia. Cerca “Sostenibilità”, “Fleet” o “Technical details”. Trovi spesso tipo di carburante, OPS, potenza batterie, certificazioni, rating CII.

Portali di prenotazione. Alcuni mostrano badge “green”, info su OPS in porto o icone per carburanti alternativi. Verifica che il badge sia riferito alla specifica nave e non alla rotta.

Report ESG e bilanci. Le principali compagnie pubblicano indicatori per litro/tonnellata-miglio, CO2 per passeggero e investimenti in retrofit. Se mancano dati, prudenza.

Indicatori sul posto. In banchina, cavi OPS e torrette elettriche visibili sono un segnale. A bordo, guida senza fumo in manovra e vibrazioni ridotte sono indizi di batterie in uso.

Consigli pratici per risparmiare senza sporcare

  • Prenota le corse notturne o “slow”. Spesso costano meno e, a velocità ridotta, consumano e inquinano meno per miglio.
  • Scegli porti con OPS attivo. Il prezzo del biglietto non cambia, ma la qualità dell’aria e del sonno sì.
  • Blocca il posto con anticipo (30–45 giorni) o sfrutta finestre last minute: le tariffe fluttuano, la flessibilità paga.
  • Valuta poltrona al posto della cabina sulle tratte brevi; sulle lunghe, cabina condivisa. Stesso viaggio, costo più leggero.
  • Porta la bici quando possibile: l’auto pesa sulla stiva e sul biglietto. In molte rotte le tariffe bici sono ridotte.
  • Evita i picchi: partenze del venerdì sera e domenica pomeriggio costano e inquinano di più per via della velocità richiesta.
  • Preferisci rotte dirette: meno manovre, meno soste a motori accesi.
  • Iscriviti ai programmi fedeltà e controlla le tariffe residenti/ritorno aperto: sconti reali, non solo promesse.

Quello che ho visto in sala macchine

Vent’anni fra Genova, Savona e la Corsica insegnano più di un manuale. Il “slow steaming” fa miracoli: -15/25% di consumo a fronte di un’ora in più. Quando il comandante accettava di partire 40 minuti prima, i consumi scendevano a vista e le bronzine ringraziavano.

La carena pulita vale un 5–10% di carburante in meno. Ricordo un rientro in bacino: cambiate le vernici, il rumore a 80% di carico sembrava quello al 70% della settimana prima.

L’OPS è un silenzio che si sente. In porto, con i cavi attaccati, dormivamo senza vibrazioni e i passeggeri non si svegliavano alle tre per i generatori. La differenza la riconosci anche dall’odore: non c’è.

Sulle navi ibride, le manovre a batterie sono pulite e precise. Meno fumo nero, risposta pronta dei thruster, scie più chiare. È il futuro che funziona già.

Falsi miti e realtà

  • LNG = zero emissioni? No. Riduce NOx e particolato, ma la CO2 resta. Conta anche il controllo del “methane slip”.
  • Scrubber = green? Solo per gli SOx. Meglio se chiuso; non dice nulla su CO2.
  • Metanolo sempre verde? No. Lo è se e-methanol o bio; da fossile limita i fumi locali, non il clima.
  • Il bollino più utile? CII A–B e OPS operativo. Sono segnali misurabili, non marketing.

Se vuoi un consiglio da macchinista: chiedi, leggi i dati, guarda la banchina. Le navi parlano. Quelle più pulite, spesso, costano uguale ma fanno viaggiare meglio te e il mare.

Giovanni Serani
Giovanni Serani

Giovanni è cresciuto tra i vicoli di Genova e ha vissuto per oltre vent’anni come macchinista a bordo di traghetti nel Mar Ligure. Ama condividere aneddoti di bordo e consigli su come affrontare viaggi lunghi in mare, specialmente con auto o bicicletta al seguito.